La ragione di ogni nostra scelta si cela nella nostra personalità, vale a dire nelle caratteristiche da noi ereditate e in quelle vicende che hanno costituito la nostra formazione, che ci hanno condizionato e che ci condizionano tuttora. E’ dunque necessario che io mi presenti e che parli brevemente di me:
mi chiamo Pier Giuseppe Bosco, sono nato il 4.9.1937 a Piancerreto, nel comune di Cerrina Monferrato, in provincia di Alessandria. A quel tempo la mia famiglia era costituita da un nucleo di coltivatori diretti benestanti: il nonno Giuseppe, detto Geppe, la nonna Daria, il papà Romolo, la mamma Angiolina (tuttora in vita, all’età di cento anni compiuti!), la sorella Cecilia, e un gruppo di famigli e dipendenti tra i quali una domestica, una famiglia di salariati (al tempo detti “schiavandai”) e una donnetta molto importante per me, una parente acquisita, chiamata Ieta (diminutivo di Maria), che mi trasmise un autentico patrimonio di racconti e di canzoni popolari dei quali tuttora vado molto fiero. Ma dovrò procedere, di qui in avanti, in modo assai schematico: ai tempi delle elementari esplose in me il demone della lettura, tanto che mio padre, pur essendo semiletterato e persona, per il nostro ambiente, istruita, giunse al punto di legarmi i libri con un spago e di nascondermeli nella soffitta del nostro grande cascinale di collina. Ma niente, dopo qualche mese, durante una delle mie periodiche perlustrazioni di quel luogo magico, scopersi il malloppo e ripresi, con rinnovata lena, a trascorrere le giornate rileggendo anche dieci volte i pochi libri che possedevo (in testa primeggiava Salgari). A scuola ero brillante e svogliato, la mia testa saltava da un campo all’altro senza riuscire a fissarsi troppo su di un solo argomento. Questa mia tendenza si accentuò ai tempi della scuola media e del ginnasio-liceo, che trascorsi come interno in collegi cattolici (a Moncalvo per la media e a Valsalice, a Torino, per il liceo: qui ebbi come professore di filosofia il grande Franco Amerio, colui che influì in modo decisivo sulla mia formazione e vocazione). Un po’ inopinatamente mi iscrissi poi a giurisprudenza all’Università Cattolica di Milano, e tuttavia i miei interessi prevalentemente umanistici covavano sotto la cenere: marinavo le lezioni di giurisprudenza per assistere, se pure sporadicamente, a quelle di filosofia. Al coro polifonico dell’Università, ove cantavo come basso, conobbi, di tra i soprani, Anna, che è mia moglie. Conseguita la laurea me ne andai sotto le armi, spinto dalla fretta di formarmi una famiglia, come soldato semplice, e infine, dopo il congedo, vinsi un concorso nella pubblica amministrazione e svolsi il mio servizio prima ad Alessandria (il che mi permise di sposarmi) e poi, come dirigente, a Treviso. Prima ad Alessandria e poi a Treviso ci nacquero due figlie Elisabetta e Daniela. A Treviso frequentai due associazioni filosofiche, il Gruppo Bertrand Russell e l’Associazione eco-filosofica trevigiana con le quali tuttora, dopo il mio ritorno in Piemonte nel 1992, intrattengo ottimi rapporti, avendo trovato in esse amici assai validi e totalmente appassionati del sapere. Dopo essermi ritirato sul mio colle, ho pubblicato tre libri, uno di poesia, uno di racconti e uno di … insulti piemontesi, di cui do notizia nelle aree di competenza, mentre altri due giacciono qui nei miei cassetti, e penso che, se mi regge la lena, saranno resi di pubblico dominio in questo sito, negli allegati annessi all’area “filosofia”. Sempre a lato dell’area filosofica ho intrattenuto e intrattengo un proficuo colloquio, via e-mail, con il gruppo Est-ovest, ricco di agguerritissimi studiosi: se qualcuno dei visitatori di questo sito fosse interessato alla cosa, a richiesta lo potrei avviare presso il severo Gestore della lista, nel senso che posso fornirne il recapito elettronico.
Nel tempo mi sono sorte dentro passioni a volte travolgenti per la pittura, la fotografia, la poesia, la musica, il canto. Sono ritornato a fare il campagnolo, curando il frutteto, praticando un modesto allevamento, mi faccio il pane e, rigorosamente per me e per gli amici, anche il vino, con l’uva delle mie vigne (che sono in affitto). Ho anche piantato, di recente, un campo di ulivi e ne attendo l’esito.
Da giovane ero anche un predone, poi pentito, in quanto ho praticato la caccia e la pesca subacquea. Ora spero di essere accettato nel gruppo degli ecologisti, in quanto mi dedico solo un po’ ai tartufi e, soprattutto, al risparmio energetico: sul mio tetto ci sono tanto i pannelli solari per l’acqua calda che i pannelli fotovoltaici, per l’energia elettrica. La mia macchina cammina con il metano. Il mio cascinale è stato ristrutturato con materiali isolanti e con una serie di grossi camini a ventola, per mezzo dei quali, per tutto l’inverno, mi riscaldo con la legna degli alberi morti che prelevo direttamente nei miei boschi (dura attività che mi rende felice e che è testimoniata dalle poesie inedite che pubblicherò nell’area apposita di questo sito).
Infine come passione senile irrefrenabile mi è scoppiata dentro la passione musicale (passione tra l’altro coltivata da tutta una vita come ascoltatore, in quanto la mia collezione di dischi di musica classica e folk è di tutto riguardo). Canto, ogni settimana, insieme ad Anna nel coro dei “Polifonici Monferrini” diretti dal Maestro Magrassi e qui a casa mia ho fondato il “Centro studio del canto tradizionale” un coretto di otto elementi che ripercorre tutto il patrimonio canoro dei nostri vecchi. Dico subito che sono in cerca di nuovi aderenti, che siano dotati dal punto di vista vocale e possibilmente con buone conoscenze del nostro patrimonio tradizionale, allo scopo di poter ampliare il nostro già considerevole repertorio.
Ma la passione musicale che ho definito irrefrenabile è quella che mi ha portato anche a studiare, se pur tardivamente, e come autodidatta, la musica nonché l’armonia. Le mie composizioni sono dedicate, come prevedibile, al coro a quattro voci, a cappella, ed assicuro che non esiste forse soddisfazione più intensa di quella di entrare, per dirla con una frase vivaldiana, “nel cimento dell’armonia e dell’invenzione”. E’ ovvio che ulteriori approfondimenti saranno predisposti nelle singole aree di pertinenza di questo sito medesimo.
Per comodità riscrivo qui il mio indirizzo elettronico:
| All.23 L'autunno davanti a Sulpiano |